IDENTIFICAZIONE AREE
RIFLESSE SENSIBILI
MOVIMENTO ACQUA
Questa parte è dedicata allo
studio e allidentificazione delle aree riflesse sul piede. Iniziamo
con la proiezione della struttura ossea.
Ho colorato di nero le zone riflesse
corrispondenti, in relazione al Movimento Acqua. Cominciamo dalle
ossa perché, secondo la mia esperienza didattica, risulta generalmente
più comprensibile la loro proiezione generale; costruiremo
quindi prima limpalcatura rappresentata dal sistema
osteoarticolare,
che andremo poi a riempire con gli organi dislocati a seconda delle
corrispondenze. Il sistema osteo-articolare diventa così un
ottimo elemento di repere che ci aiuta nella memorizzazione della
dislocazione delle aree riflesse.
Nella fase inizale, dove si presuppone
che la memoria sia importante, verificherete che la logica della distribuzione
delle differenti aree riflesse è lì, sotto mano, pronta
per essere scoperta con stupore. Affidatevi alla logica sequenziale:
"Sotto la testa cosa cé?" "Il collo!" Bene vedete che
le risposte arrivano da sole: quindi se questo osso corrisponde al
cranio, questo sotto corrisponderà alle vertebre cervicali
ecc.
Imparate ad apprezzare fin dallinizio
la perfezione delle proporzioni riflesse. Il macrocosmo si riproietta
in una formidabile logica nel microcosmo. Più sarete attenti,
scrupolosi nellosservazione, più penetrate la motivazione
di essere di una sporgenza o di una cavità tanto più
la logica del loro essere vi apparirà stupefacente. Niente
è a caso.
Vi auguro di avere lo stesso stupore
che a distanza di anni continua ad accompagnarmi nelle continue scoperte,
associazioni logiche, evidenze che sono lì sotto i nostri occhi
e alle quali non abbiamo mai badato.
Vi auguro buon viaggio alla scoperta
delluniverso piede. Nella nostra Scuola lapprendimento
è sostenuto da una notevole quantitaà di ausili didattici:
audiovisivi, diapositive, lavagna luminosa, una grande lavagna bianca
tipo universitaria sulla quale si può scrivere a colori ed
applicarci elementi calamitati, lo scheletro del piede è sempre
a "portata di mano", computer, dispense ecc.
Quando inizia lattività
grafica dellIdentificazione delle Aree Riflesse Sensibili, vengono
distribuiti dei fogli sui quali sono prestampati i piedi con le ossa
in evidenza e le corrispondenti aree che dovranno essere colorate.
Questi percorsi li potrete rivivere seguendo le immagini che corrispondono
ai vari movimenti.
Cranio-Colonna vertebrale
Prima cosa dobbiamo visualizzare una
persona seduta con le gambe in avanti. Immaginiamo di fotografarla
vista di lato, rimpiccioliamo limmagine e proiettiamola sul
piede.
Lalluce viene diviso in prima
e seconda falange, la prima è la più prossimale, la
seconda quella con lunghia. La seconda falange del primo dito
corrisponde alla testa, perché la testa è la parte più
alta del nostro corpo e conseguentemente ha la sua corrispondenza
nella parte più alta del piede, quando è appoggiato
sul calcagno come dallimmagine proposta.
La testa è costituita dal cranio
che ne è la struttura ossea e altri parti molli che per ora
non prendiamo in considerazione.
Sotto la testa abbiamo il collo, che
identifichiamo come prima falange del primo dito, anche il collo viene
differenziato nella sua struttura ossea che divengono le vertebre
cervicali e i tessuti molli. Ecco quindi che larticolazione
prima-seconda falange del primo dito conseguentemente corrisponde
allarticolazione testa-collo, nello specifico
cranio-atlante-epistrofeo.
Scendendo incontriamo unaltra
articolazione anatomicamente un po' sporgente, larticolazione
metatarso-falangea del primo dito, conosciuta soprattutto nella sua
evidenza patologia come alluce valgo. Questa corrisponde alla proiezione
della settima vertebra cervicale-prima dorsale (C7-D1). Quindi la
prima vertebra dorsale viene ad essere identificata con la porzione
distale del primo metatatrso, il più corto e il più
tozzo, con una evidente cavità centrale. Lidentificazione
delle Aree Riflesse Sensibili (I.A.R.S.) nel caso di tutte le vertebre
deve essere eseguita indentificando la cresta mediale delle ossa in
esame.
La logica e losservazione ci
vengono incontro: cranio, sotto il cranio le sette vertebre cervicali,
si continua quindi con le dodici vertebre dorsali. La D12, dodicesima
vertebra dorsale si articola con L1, prima delle cinque vertebre lombari,
identificate nel primo cuneiforme.
Immediatamente sotto abbiamo losso
scafoide con una piccola protuberanza spigolosa nella porzione posteriore
mediale inferiore che corrisponde al sacro-coccige. Ecco come la colonna
viene a essere proiettata sullarco mediale del piede iniziando
dallarticolazione prima-seconda falange del primo dito e terminando
sullo scafoide.
Se confrontiamo le dimensioni delle
ossa del piede prese in considerazione, con la dimensione e la struttura
morfologica delle vertebre, ci renderemo conto che le proporzioni
fra cranio, le sette vertebre cervicali, le dodici dorsali, le cinque
lombari, sacro-coccige, sono rispettate. Diventa evidente la proporzione
tra le sette cervicali con la prima falange del primo dito, le cinque
grosse e tozze lombari proiettate sul primo cuneiforme. I gruppi vertebrali,
cervicali, dorsali, lombari e sacrali sono diversi tra loro come sono
diverse le corrispondenti ossa del piede, sia in lunghezza che in
dimensioni complessive. La settima vertebra cervicale ha lapofisi
spinosa notevolmente più sporgente delle altre e infatti la
base della prima falange del primo dito è più larga.
I punti più sensibili, anche sulla colonna proiettata sul piede,
sono i punti dove le ossa si articolano tra di loro.
Cranio
La seconda falange del primo dito
diventa la parte più alta del piede, come la testa è
la parte più alta del corpo. Osservando attentamente questo
piccolo osso noteremo delle sporgenze e delle cavità. Troviamo
una prima piccola cavità evidente nella parte alta e centrale,
come una piccola valle. Teniamo presente che le valli sono sempre
generate da monti, se non ci fossero monti non ci sarebbero valli
ma solo pianure. Questa piccola cavità, questa piccola valle,
che del cranio è la parte più alta, corrisponde al seno
frontale destro per il piede destro e al seno frontale sinistro per
il sinistro. Il piccolo monte più esterno per ogni piede corrisponde
invece allarcata sopraccigliare.
La piccola sporgenza posta in basso,
esternamente, particolarmente sensibile quando andremo a sollecitarla
con la punta del dito indice, corrisponde al processo mastoideo. La
particolare sensibilità di questo punto è determinata
dal fatto che sul mastoide si fissa il muscolo sternocleidomastoideo.
La cavità centrale mediale corrisponde alla cavità orale,
la bocca.
I denti
I denti si proiettano sulle minuscole
creste delle falangette, larcata superiore dorsalmente, quella
inferiore plantarmente secondo questordine: sul quinto dito
troviamo il terzo molare o dente del giudizio, sul quarto dito il
secondo e il primo molare, sul terzo dito il secondo e il primo premolare,
sul secondo il canino e un incisivo; la zona riflessa dellaltro
incisivo si presuppone sia sullalluce, ma data limpossibilità
della verifica dovuta alla quasi totale mancanza di soggetti con mal
di denti che coinvolgano gli incisivi, diamo queste zone per probabili
ma non per certe.
Lo sterno
Abbiamo già evidenziato come
la seconda falange del primo dito rappresenti il cranio. Sotto di
esso si posizionano le sette vertebre cervicali che rappresentano
il collo, prima falange del primo dito. Sotto di esso anteriormente
verticalmente, nella parte interna del primo metatarso è situata
laria riflessa dello sterno.
La clavicola
Dorsalmente sulle epifisi distali
delle teste dei metatarsi, orizzontalmente, viene identificata la
clavicola, che raggiunge larticolazione della spalla.
Articolazione scapolo-omerale
Larticolazione più alta
ed esterna che abbiamo è larticolazione scapolo-omerale,
ossia larticolazione della spalla.
Quindi anche sul piede landremo
ad identificare sullarticolazione più alta ed esterna
del piede: articolazione metatarso-falangea del quinto dito.
Braccio, avambraccio, mano
Dallarticolazione della spalla
si diparte lomero che scende fino al gomito, individuabile dalla
tuberosità del quinto metatarso, osso sporgente e ben evidente.
Dal gomito, radio e ulna raggiungono larticolazione polso-mano,
identificata sulla cresta superiore del cuboide.
Linea di Lisfranc (diaframma)
Tracciando una linea sullarticolazione
tarso-metatarsica, anatomicamente denominata linea di Lisfranc, questa
viene a trovarsi proporzionalmente più in basso dellarea
riflessa dello sterno e più in alto di quella del gomito. Corrisponde
allarea riflessa del diaframma che divide in due una persona,
due metà speculari quando questa è raffigurata con le
braccia verso lalto, le proporzioni e le dislocazioni delle
aree riflesse sono perfettamente rispettate.
Il diaframma è un muscolo,
pertanto dovrebbe essere colorato di verde ed essere posto nella sezione
del Movimento Legno lho inserito in questa parte per la sua
identificazione relativa alle ossa.
Per problemi di cancrena o per traumi
importanti nella parte anteriore del piede, viene eseguita lamputazione
con la disarticolazione dei metatarsi.
Mettendo a fuoco limmagine complessiva
delle aree riflesse del cranio, colonna vertebrale, sterno, arti superiori,
si evidenzia limmagine di una persona con i pugni appoggiati
sulladdome.
Il rene
Quella del rene è una delle
aree riflesse più importanti nella riflessologia (reflessologia) del Piede.
Si trova appena sotto lepifisi distale del terzo metatarso.
Così come il rene è lorgano situato più
in profondità nel nostro corpo, il più protetto, così
il suo punto riflesso si troverà nella parte più protetta,
meno esposta di tutto il piede: al centro della cavità determinata
dallarco longitudinale plantare. Una precisa identificazione
di questa area riflessa si ottiene con una lieve pressione del pollice
flesso verso lalto: larticolazione prima-seconda falange
del primo dito della mano deve fare da fulcro alla leggera forza esercitata.
Larea riflessa del rene sinistro si identificherà con
la mano destra, quella del rene destro con la mano sinistra. Per il
massaggio vero e proprio le mani sulle aree riflesse corrispondenti
si invertiranno: la mano destra sul piede destro e la mano sinistra
sul piede sinistro.
Larea riflessa del rene coincide
con yongquan, in cinese "fonte zampillante", punto jing dello zu shaoyin
(meridiano del rene). L'agopuntura lo identifica, dita del piede flesse
verso la pianta, nella depressione alla congiunzione del terzo anteriore
e del terzo medio della pianta del piede, tra la seconda e la terza
articolazione metatarso-falangea.
Uretere
Lho riportato sulla mappa esclusivamente
per una motivazione grafica, poiché in realtà non è
identificabile reflessologicamente. Anche anatomicamente è
poco rilevante per dimensione e funzione, quella di semplice transito
dell'urina.
Ne percepiamo lesistenza nel
nostro corpo solo nel caso della presenza di un calcolo. La sua funzione
peristaltica è sollecitata dallattività renale.
Vescica
Organo unico e centrale, risiede nella
parte anteriore bassa del bacino. Reflessologicamente è situata
nella proiezione laterale interna, metà su un piede e metà
sullaltro: appare grossolanamente sferica nella cavità
determinata dai calcagni e dalle ossa tarsali che appunto generano
un bacino, cioè qualcosa atto a contenere.
Articolazione coxo-femorale
Continuando con lapparato scheletrico
nella visione laterale esterna diventa evidente che larticolazione
posta più in basso e allesterno più importante
è larticolazione tibio-perone-astragalica. Sul nostro
tronco larticolazione più importante per dimensione,
posta in basso allesterno, è larticolazione
coxo-femorale,
rappresentata graficamente con una mezza luna sotto il perone.
Anatomicamente sul piede ci troviamo
sullarticolazione astragalico-calcaneare; circa un centimetro
più in basso si nota una tuberosità sul calcagno, che
diventa il grande trocantere.
Femore, ginocchio
Scendendo verticalmente dal grande
trocantere ecco unaltra tuberosità che diventa larea
riflessa del ginocchio, naturalmente tra larticolazione dellanca
e il ginocchio é situato il femore.
Per una rapida e immediata identificazione
dellarea riflessa sensibile del ginocchio, bisogna porre il
centro della seconda falange del primo dito della mano (il pollice)
sulla tuberosità inferiore esterna del calcagno, generando
una lieve pressione con la punta.
Bacino
Se guardiamo con una certa attenzione
la forma del calcagno noteremo che la cavità interna ci dà
lidea di un emibacino. Mettendo i due calcagni insieme si viene
a delineare un bacino: qualcosa atto a contenere, i visceri, il feto,
la vescica.




MOVIMENTO LEGNO
Vescicola biliare e fegato
Visione plantare, piede destro,
quarto metatarso: l’epifisi distale è il punto riflesso della
cistifellea, che è posta sul lato destro del nostro corpo.
L’area attorno a questo punto
diventa l’area riflessa del fegato. La forma di quest’area non
è casuale, ma ricalca la callosità che viene a generarsi quando
una persona ha delle problematiche più o meno evidenti relative al
fegato.
Questi aspetti saranno
approfonditi nei capitoli successivi. L’area riflessa della
cistifellea è in assoluto sempre più sensibile dell’area
circostante, quella del fegato, riproponendo il parallelismo
sintomatico.
Infatti è sufficiente un piccolo
calcolo nella cistifellea o nel coledoco per generare una
dolorosissima colica epatica, che sintomaticamente è una
manifestazione molto yang, cioè acuta, mentre un fegato anche molto
ammalato, cirrosi epatica o tumore, non avrà proporzionalmente una
sintomatologia altrettanto importante, trattandosi di patologie
croniche che daranno sintomaticamente delle manifestazioni sorde e
diffuse, cioè yin.
Nelle edizioni precedenti della
mappa, per essere più aderente al realismo anatomico che a quello
grafico riflesso, avevo rappresentato anche il coledoco, che però,
in un’ottica reflessologica podalica non è evidenziabile perché
non è sensibile, perciò non identificabile.
Per questo motivo nelle
rappresentazioni grafiche più recenti è stato omesso. Il fegato è
colorato in verde assieme alla cistifellea per il riferimento al
Movimento Legno.
Gli occhi
Secondo la visione taoista esiste
una relazione tra fegato e occhi: "gli occhi sono la luce del
fegato" il fegato si apre negli occhi", questi li
indicheremo su ambedue i piedi, visione plantare sul secondo e terzo
dito nelle articolazioni falangina-falangetta, con due cerchietti.
Perché due dita per un occhio e due dita per un orecchio?
Nelle numerose mappe della
riflessologia (reflessologia) del Piede tutti gli esponenti di questa disciplina
collocano quest’area alla base delle falangi. Quando durante la
mia ricerca incontravo persone con occhiali spessi come fondi di
bottiglia, miopi come talpe, toccando la base delle dita riscontravo
che i sintomi non erano proporzionali alla gravità della loro
affezione. Mi si ripresentava una situazione analoga a quella
riscontrata già con quel soggetto, la cui risposta reflessologica
della zona del cuore non era proporzionale alla gravità del suo
disturbo. Toccando quindi un pochino più in su, più in giù, più
a lato, cambiando l’inclinazione del dito e generando quindi una
differente pressione, un "eureka" affiorò alle mie
labbra: l’epicentro del dolore, dopo verifica di tantissimi casi,
si localizzava decisamente sull’articolazione
falangina-falangetta. Su questo punto non è nemmeno necessaria una
pressione, basta una semplice carezza a provocare un improvviso
sussulto per l’inaspettato dolore avvertito dal paziente.
La catalogazione dei dati
continuava, e un altro limite cominciò a evidenziarsi quando, ad
alcuni pazienti che non portavano occhiali ma che riscontravano
un’ipersensibilità nell’area riflessa da me identificata,
chiedevo se fossero miopi. Alcuni confermavano una manifesta miopia
maggiore in un occhio rispetto all’altro coerentemente a ciò che
la loro sintomatologia mi comprovava. Ma alcuni non denunciavano
miopia, bensì presbiopia o astigmatismo.
La ricerca mi induceva a dare una
svolta ancora più analitica. La risposta al mio quesito iniziale:
"Perché due dita per un occhio?" "Perché due dita
per un orecchio?" venne: il secondo dito mi dava
l’indicazione ormai consolidata della miopia, il terzo dito invece
acquisiva il significato di presbiopia. Nei giovani non poteva
sussistere la presbiopia, caratteristica dell’invecchiamento, ed
ecco quindi che lo stesso punto per un giovane e per un vecchio
acquistava significati diversi.
Nel giovane, l’articolazione
falangina-falangetta del terzo dito fornisce l’indicazione di
astigmatismo, nelle persone anziane la stessa area riflessa diventa
indice di presbiopia.
È una persona con caratteristiche
più specificamente relazionabili al Movimento Legno.
Il miope è una persona
meticolosa, precisa, che ha quasi l’ossessione del particolare,
per cui gli sfugge il generale. Quando legge il giornale il miope
riesce a mettere a fuoco una riga per volta, quindi dovrà
avvicinarsi molto al foglio fino quasi a toccarlo col naso, ciò che
è un aspetto caratteristico dei giovani: passionali, viscerali, con
il sangue agli occhi.
Il presbite quando legge deve
allontanare lo scritto per metterlo a fuoco, impossibilitato a fare
altrimenti, quindi gli sfuggiranno i particolari. Se inseriamo il
giornale nel sistema già precedentemente accennato, di
microcosmo-macrocosmo, ecco che il micro diventa il piccolo fatto di
cronaca locale, su cui si concentrerà il miope, mentre il presbite
tenderà a una visione molto più ampia degli stessi avvenimenti.
Muscolo trapezio
Nella metafisi, parte centrale
dell’osso, della prima falange del secondo dito di ambo i piedi
troviamo sulla mappa un cerchietto colorato in verde che corrisponde
al punto riflesso del muscolo trapezio.
Muscolo
sternocleidomastoideo
Nella visione dorsale, invece,
opposta alla plantare, troviamo il suo muscolo antagonista: lo
sternocleidomastoideo, situato nello spazio infraosseo tra secondo e
terzo metatarso, su tutti e due i piedi in quanto anche questo è un
muscolo bilaterale.
La parola sternocleidomastoideo è
composta da tre termini: sterno, riferito all’osso mediale del
torace, cleido riferito alla clavicola, mastoideo riferito
all’osso mastoide, protuberanza evidente della parte inferiore
laterale e posteriore del cranio. Il trapezio destro è antagonista
del trapezio sinistro, lo sternocleidomastoideo destro è
antagonista del suo omonimo sinistro. I trapezi sono antagonisti
degli sternocleidomastoidei.
Pene-vagina
Il trattino situato sotto il
malleolo interno sopra l’area riflessa dell’utero-prostata
corrisponde, in una maniera un po’ impropria, dato il colore verde
relativo ai muscoli, al pene o vagina.
Muscolatura addominale
Sotto la linea del diaframma,
nella visione dorsale, abbiamo i tre cuneiformi che con il cuboide
vengono a rappresentare la muscolatura addominale ed essendo muscoli
saranno colorati di verde.
Facciamo un salto nella visione
laterale esterna ed evidenziamo ancora con un’altra proiezione
laterale parte della muscolatura addominale.
Glutei
Ciò che va a coprire la parte
esterna del calcagno, che rappresenta il bacino, è la zona riflessa
dei glutei.
MOVIMENTO TERRA
Siamo giunti al giallo
(nell’itinerario cronologico). Seguendo la logica dei Cinque
Movimenti avremmo dovuto prendere in considerazione prima il rosso,
ma le motivazioni di questa scelta saranno spiegate successivamente.
La milza
Troviamo la milza sul piede
sinistro, terzo prossimale dello spazio infraosseo situato tra il
quarto e il quinto metatarso della visione plantare.
L’esofago
La zona dell’esofago, benché
sia questo un organo unico e centrale, si è rivelata nettamente più
sensibile sul piede sinistro; quindi diventa un’eccezione rispetto
agli enunciati precedenti, in cui si affermava che le zone riflesse
relative agli organi unici e centrali si trovano metà su un piede e
metà sull’altro.
La sua esatta dislocazione diventa
lo spazio infraosseo tra le due prime falangi del piede sinistro,
che continua poi nello spazio infraosseo, tra il primo e il secondo
metatarso, dove si immette nella zona relativa allo stomaco.
Il cardias
Nel terzo distale dello spazio
intrametatarsale appena nominato, un cerchietto sta a indicare il
cardias, muscolo sfintere. Gli sfinteri sono muscoli circolari, come
l’orbicolare dell’occhio, della bocca, dell’ano.
Il piloro
Sul piede destro, nello spazio
infraosseo tra il primo e il secondo metatarso ma nel terzo
prossimale, c’è un altro cerchietto che sta a indicare il piloro,
valvola vera e propria che chiude lo stomaco.
Lo stomaco
Tra il cardias e il piloro è
situato lo stomaco, vagamente rappresentato nella sua forma
anatomica. Il cardias in alto a sinistra, il piloro in basso a
destra: due aree che segnano l’entrata e l’uscita dello stomaco,
colore giallo. Lo stomaco viene chiamato anche cavità gastrica. Il
primo metatarso che lo ospita presenta appunto una cavità.
Il duodeno
Dal piloro inizia quella parte
dell’intestino tenue che viene denominata duodeno. Dal punto di
vista dell’anatomia occidentale questo, anche per la sua
morfologia, appartiene all’intestino tenue; invece i cinesi lo
associano ancora allo stomaco, infatti fisiologicamente la sua
funzione è più vicina a quella dello stomaco che a quella
dell’intestino tenue, che troveremo in rosso.
Il pancreas
La testa del pancreas si colloca
nell’ansa duodenale (piede destro, primo metatarso, terzo
prossimale); il corpo e la coda, invece, sul piede sinistro, primo
metatarso, terzo prossimale.
Cavo ascellare
Nella visione dorsale avevamo
identificato l’articolazione della spalla sull’epifisi distale
del quinto metatarso. La stessa area, vista dalla visione plantare,
ci fa evidenziare non più una sporgenza ma una cavità, che
corrisponde al cavo ascellare. Questa è la sede di un’importante
stazione linfonodale predisposta alla produzione di linfociti
(globuli bianchi). I linfociti si attivano, in questo specifico
caso, per la difesa della spalla, dei seni mammellari e della parte
alta dei polmoni.
Gruppo gola
Le ossa sesamoidi sono due
ossicine dislocate sulla testa distale del primo metatarso. Alla
nascita sono due piccoli nuclei ossei circondati da cartilagine. Si
solidificheranno durante la loro crescita, che cesserà nel periodo
puberale: dodici anni circa per il sesso femminile, quattordici
circa per il sesso maschile. Come dislocazione ci troviamo alla base
del collo, dove è situata la tiroide con le paratiroidi e il timo.
Chiameremo globalmente quest’area, gruppo gola.
L’identificazione dell’area
riflessa sensibile deve procedere generando con il pollice una lieve
pressione dal basso verso l’alto sotto l’osso sesamoide, quello
posto più centralmente, per quanto concerne la tiroide, e
lateralmente, il secondo sesamoide, per quanto concerne le
paratiroidi. Nella visione yin/yang, la tiroide determina il
dimagrimento e l’ingrassamento patologico, quindi un’espansione
o una contrazione in senso orizzontale, mentre il timo determina il
gigantismo e il nanismo, quindi una espansione o una contrazione in
senso verticale. Infatti il timo riduce gradatamente la sua attività
in relazione allo sviluppo fisico dell’individuo, per cui se cessa
prima del previsto la sua attività avremo come risultato un nano,
se la cessazione della sua attività ritarda avremo un gigante.
Sconsigliamo l’uso dei plantari
in età anteriore al periodo puberale, quando le ossa sesamoidi non
hanno completato il loro sviluppo e hanno ancora una percentuale
cartilaginea che verrebbe ad essere compressa, subendo quindi uno
sviluppo abnorme.
Circolazione linfatica
superiore
Gli spazi interdigitali, pizzicati
con la punta delle dita, evidenziano in molti casi una sensibilità
superiore alle aspettative. I cinesi li chiamano baxie, che
significa "otto demoni", proprio perché estremamente
dolorosi quando si è costretti a ricorrere all’infissione di aghi
in queste aree. In agopuntura fanno parte del gruppo dei cosiddetti
punti curiosi, fuori meridiano o meravigliosi.
Reflessologicamente corrispondono
alla circolazione linfatica superiore, identificata quindi nei
linfonodi del collo che s’ingrossano per difenderci da attacchi
esterni come fumo, polveri e freddo, soprattutto in relazione
all’apparato respiratorio.
L’ipofisi
Nella parte centrale della seconda
falange del primo dito, troviamo una piccola protuberanza molto
sensibile identificata con un cerchietto giallo: questa è
l’ipofisi. Se sollecitata dopo un’accurata localizzazione
denuncerà tutta la sua ipersensibilità. La possiamo considerare il
centro dell’apparato endocrino. Ogni ghiandola endocrina in
difficoltà invia il suo messaggio di sofferenza all’ipofisi e
questa ridistribuisce questo tipo di informazione a tutto
l’apparato endocrino; quindi è di fondamentale importanza la sua
funzionalità e di conseguenza la sua sollecitazione nel caso di
problematiche di queste problematiche.
Il plesso solare
Per completare il giallo, nella
visione plantare, abbiamo ancora due aree da definire: una è la
testa distale del terzo metatarso, che corrisponde al plesso solare.
Il plexus solaris non ha in realtà una ben definita corrispondenza
anatomica, come il mediastino, che è una cavità cosiddetta
virtuale, perché in realtà riempita dal cuore. Il plesso solare
viene associato quindi a quel gruppo di gangli nervosi che partono
dalle ultime vertebre dorsali e che vanno a innervare anche lo
stomaco.
Questo è uno dei pochi punti dove
è importante la direzione del movimento nel massaggio:
A) se si massaggia con la mano
destra in senso orario sul piede sinistro e contemporaneamente con
la mano sinistra in senso antiorario sul piede destro, otterremo una
netta e immediata sensazione di rilassamento del diaframma e dei
muscoli della respirazione.
B) lo stesso punto, sollecitato in
direzione mediale, cioè verso l’interno dei piedi, quindi in
senso orario sul piede destro con la mano sinistra e in senso
antiorario sul piede sinistro con la mano destra, provocherà
un’eccitazione del soggetto.
Possiamo definire il movimento
"A" centrifugo, quindi di dispersione e rilassamento, il
movimento "B" centripeto di tonificazione ed
eccitazione.Il nostro cervello in questo caso subisce due forti
sollecitazioni di diversa origine. La reazione del soggetto
addormentato è di avere spasmi muscolari, smorfie di dolore,
tachicardia, conati di vomito, estremamente pericolosi in quanto il
vomito in uno stato di incoscienza può portare il paziente
all’asfissia.
Il massaggio del plesso solare in
direzione mediale genera una stimolazione non traumatica e non
dolorosa da un punto di vista fisico, ma pur sempre un’eccitazione
a livello cerebrale con lo stesso meccanismo chimico-fisiologico che
consente di modificare la soglia del dolore. È preferibile, quando
l’anestetizzato respira spontaneamente, lasciare che smaltisca gli
effetti dell’anestesia nel modo più lento possibile, così da
ridurre i sintomi postumi dell’intervento chirurgico.
Utero-prostata
Sul calcagno troviamo un’area
che in nessuna altra mappa reflessologica è localizzata in questa
zona. In tutte le altre descrizioni troveremo quest’area disegnata
al centro del calcagno, nella nostra, invece, è posta più in alto
e all’esterno. Viene identificata con diversi nomi a seconda della
provenienza. In alcune mappe tantriche sono disegnati dei pesci, in
altre è definita come formazione delle ossa, in altre ancora organi
sessuali o utero-prostata, nella tecnica metamorfica quest'area è
denominata nascita o madre.
Nei soggetti che manifestavano
sintomi e patologie inerenti all’apparato genitale, non si
presentava, in proporzione, la stessa sensibilità in quell’area
ovunque descritta al centro del calcagno.
Ancora una volta incontravo
un’area messa lì esclusivamente come riempitivo di un qualcosa
che doveva esserci ma non c’era.
Il calcagno corrisponde a un
emibacino, l’utero e la prostata sono più o meno al centro del
bacino, quindi quest’area graficamente viene rappresentata al
centro del calcagno che lo rappresenta, ma alla verifica non dava le
reazioni presupponibili.
Su ogni soggetto continuava la mia
indagine del poco più su, poco più giù, più a destra, più a
sinistra, più superficialmente, più profondamente, alla ricerca
dell’epicentro di quella che doveva essere l’area riflessa
corrispondente. La zona che si rivelò nettamente e realmente più
sensibile ed efficace sintomaticamente e terapeuticamente è
un’area posta più in alto e più all’esterno. Questa
anatomicamente è situata sulla tuberosità anteriore inferiore
lateralmente il sustentaculum tali, sotto al cuboide.
La mia mentalità analogica mi ha
sempre portato a cercare delle associazioni, un filo comune con
queste diverse descrizioni e denominazioni di una stessa area: così
"formazione delle ossa" mi riportava alla Bibbia, Adamo ed
Eva. Ecco, allora, che secondo la Bibbia, Eva nasce da una costola
di Adamo, quindi da un osso, perciò, sempre secondo la Bibbia, il
genere umano nasce da un osso.
Numerose sono le interpretazioni e
i significati attribuiti alla parola nascita. I pesci delle mappe
tantriche: esiste una teoria antropologica che chiama in causa
l’era glaciale, asserendo che quella che ora è il pianeta terra,
luogo di vita, era invece un ammasso di ghiacci che poco alla volta
si sono disciolti; gradatamente si sono formati i mari, mentre sono
emerse le terre con il progressivo ritiro delle acque. Animali
acquatici cominciarono a vivere anche sulla terra e quindi
attraverso la loro evoluzione comparve l’uomo. Animali acquatici,
cioè i pesci, sono perciò all’origine della vita umana.
Nel piede di Buddha, a strati,
sono rappresentati diversi animali considerati gradatamente
superiori, che attraverso la ruota della vita posta al centro del
piede, si evolvono fino a diventare dei Buddha, parola che significa
l’illuminato, per arrivare sulla punta delle dita, dove si ha la
proiezione della testa, con la rappresentazione del sole, immagine
di luce, illuminazione, nirvana.
Nella parte più bassa lo yin,
acqua, concezione; nella parte più alta lo yang, fuoco, tutto ciò
che è solare. St. John identifica nell’area del calcagno la madre
e la nascita. Utero-prostata, organi sessuali, è evidente il loro
significato. Il calcagno è il primo osso che poggiamo a terra
quando camminiamo, quindi il primo rapporto che abbiamo con la
terra.
Le tonsille
Le aree colorate in giallo nella
visione dorsale sono di notevole importanza. Su ambedue i piedi,
alla base della prima falange del primo dito lato esterno (verso il
secondo dito) sono situate le tonsille.
Adenoidi
Di fronte, alla base della prima
falange del secondo dito, lato mediale, abbiamo le aree riflesse
delle adenoidi.
Seni mammellari
Sull’epifisi prossimale del
quarto metatarso incontriamo un cerchietto che corrisponde alla
ghiandola mammaria e, più ampiamente, l’ovale circostante ai seni
mammellari.
Organi sessuali
La parte più prossimale del
piede, quello che viene chiamato comunemente il collo del piede, che
corrisponde all’astragalo, graficamente è attraversata da una
strisciolina che rappresenta il percorso che compiono le tube di
Falloppio o il deferente a seconda del sesso.
Questi continuano il loro percorso
nella visione laterale interna e in quella esterna. Nella visione
laterale interna raggiungono l’utero-prostata, nella visione
laterale esterna le ovaie-testicoli. A circa un terzo tra il
malleolo tibiale e la sporgenza più bassa del calcagno, sotto il
sustentaculum tali, incontriamo la cavità più profonda del
calcagno: l’utero-prostata.
Quando i due piedi sono uniti
quest’area corrisponde al centro dello spazio virtuale che si
viene a creare nel bacino, un punto di massima proiezione ed
espansione: l’utero.
Questo è un piccolo organo di
contenimento con la caratteristica di essere anche l’organo con la
maggior capacità di trasformazione. Nel suo dilatarsi per contenere
il feto diventa simbolo e sinonimo di ancestrali emozioni e
concezioni.
Nella visione laterale esterna
invece, a un terzo circa tra il malleolo fibulare e il punto
riflesso del ginocchio, abbiamo una tuberosità che corrisponde
all’ovaio-testiscolo. Questi ultimi, rispetto a un asse mediale,
sono posti anatomicamente all’esterno ed ecco quindi che li
ritroviamo in un’area esterna del calcagno.In corrispondenza,
nella parte interna, abbiamo l’utero-prostata. A una valle, cavità,
corrisponde un punto complementare opposto, un monte, pieno,
sporgente.
L’appendice
L’appendice è identificata nel
piede destro, visione plantare, poco al disotto della cavità
inferiore del cuboide, nel punto dove questo si articola con il
calcagno.
Circolazione linfatica
inguinale
La rimanente area dell’astragalo
la identifichiamo con la circolazione linfatica inguinale che va a
riempire la cavità che viene a generarsi tra il tendine estensore
lungo del primo dito e il malleolo interno, nell’area sottostante
l’epifisi distale della tibia.
Circolazione linfatica
addominale
La circolazione linfatica
addominale, nella visione laterale esterna, viene a essere
proiettata sotto la fibula, nella cavità generata tra i tendini
estensori del quarto e quinto dito.
Perciò medialmente abbiamo
l’inguine e nella parte più esterna l’addome. È sempre da
tener presente che la rappresentazione grafica è vista e vissuta
sui due piedi che solo insieme costituiscono l’unità.
Circolazione linfatica
inferiore
La zona posteriore distale della
gamba, che termina con il tendine di Achille, non viene identificata
come area riflessa: corrisponde alla circolazione linfatica
inferiore e questa parte si ingrossa nelle persone che hanno
problemi di stagnazione linfatica agli arti inferiori.
Le caviglie gonfie sono provocate
da un travaso di linfa che va a riempire gli spazi interstiziali tra
il tendine di Achille e la tibia.
Circolazione linfatica
interna delle cosce
Distalmente, anteriormente e
medialmente rispetto alla tibia abbiamo la proiezione della
circolazione linfatica interna delle cosce.
Circolazione linfatica
esterna delle cosce
Distalmente, anteriormente e
esternamente troviamo invece la proiezione della circolazione
linfatica esterna delle cosce.
Circolazione linfatica
paravertebrale
La circolazione linfatica
paravertebrale occupa le cavità laterali mediali della prima
falange del primo dito, del primo metatarso e del primo cuneiforme
costeggiando quindi la colonna vertebrale.
MOVIMENTO FUOCO
Come già accennato il bianco e il
rosso sono poco rappresentati perché gli organi corrispondenti
cuore-intestino tenue e polmone-colon, appartengono ai meridiani
shou (arto superiore, mano).
Il cuore
Nella visione plantare del piede
sinistro l’epifisi distale del quarto metatarso corrisponde
all’area riflessa del cuore. È interessante notare che
l’epifisi distale del quarto metatarso del piede destro
corrisponde invece alla cistifellea. Il cuore è considerato il
centro delle nostre emozioni, una persona cardiaca è rossa,
viscerale, le sue passioni e le sue emozioni sono incontenibili, si
espandono e coinvolgono tutto ciò che la circonda in una maniera
incontrollabile.
Dall’altro lato la cistifellea,
che trattiene la bile, è sede di emozioni controllate, è
all’opposto del cuore come significato globale. La sinistra è il
cuore, il femminile, la passionalità, la circolazione. La destra è
il fegato, il maschile, il controllo, che si manifesta attraverso
l’irrigidimento muscolare. Il punto riflesso del cuore
rarissimamente è più sensibile del punto controlaterale sul piede
destro.
Circolazione sanguigna
In corrispondenza dell’area
riflessa del cuore, dorsalmente, c’è un’area delimitata da un
ovale, denominata "circolazione" con un significato
veramente restrittivo rispetto alla complessità dei suoi
significati archetipi intrinseci. Quest’area, quando viene
sollecitata con il pollice lentamente profondamente, darà un
particolare effetto, simile alla sensazione di una pressione su un
ematoma. La zona equivalente sull’altro piede sarà,
sintomaticamente, assolutamente muta.
Lo spazio infraosseo tra il terzo
e il quarto metatarso del piede sinistro, praticamente al centro
dell’area della circolazione, se sollecitato con l’indice darà
una sensazione di dolore acuto e crescente assolutamente
insospettabile. Quest’area la ritroviamo graficamente limitata
nella visione laterale esterna del piede sinistro.
L’intestino tenue
L’unica altra area colorata in
rosso sui piedi è quella corrispondente all’intestino tenue. Si
trova, nella visione plantare, negli interstizi dei cuneiformi,
dello scafoide, dell’astragalo e del calcagno. Quest’area
apparirà sensibile solo con delle notevoli pressioni.
MOVIMENTO METALLO
Faringe e laringe
Nella visione dorsale la membrana
tra il primo e il secondo dito, uno dei baxie (otto demoni) già
incontrati, corrisponde all’area della faringe-laringe.
La trachea
Scendendo lungo lo spazio
infraosseo tra la prima falange del primo e del secondo dito,
continuando sullo spazio infraosseo primo-secondo metatarso
incontriamo i dodici palazzi che corrispondono ai dodici anelli
della trachea, dodici come le vertebre dorsali, dodici come le
coppie di costole, come i mesi dell’anno e i meridiani principali.
La trachea termina nel terzo prossimale dello spazio infraosseo
primo e secondo metatarso. Appartenendo al Movimento Metallo, il suo
colore è il bianco.
I polmoni
L’area riflessa dei polmoni è
circoscritta alle teste del secondo-terzo metatarso visione plantare
e parte delle prime falangi del secondo e terzo dito.
Il colon
Sul piede destro, la parte
laterale esterna del cuboide viene a essere coperta dall’area
identificata come colon ascendente, che prosegue con il colon
trasverso, sotto la linea diaframmatica e continua sul piede
sinistro discendendo sul cuboide seguendo anatomicamente il canale
che viene a generarsi sull’articolazione cuboide-calcaneare,
continuando poi con il sigma e una parte del retto.
Il retto e l’ano
Nella visione laterale interna, su
ambedue i piedi sotto l’area riflessa della vescica, incontreremo
il retto. Del tratto terminale intestinale, unico e centrale, ne
troveremo la porzione sinistra sul piede sinistro e la porzione
destra sul piede destro.
L’identificazione anatomica è
determinata dalla cavità che viene a essere generata dalla
tuberosità inferiore del calcagno.
La cavità rappresenta l’ampolla
rettale.Il retto segue fino al punto riflesso dell’ano che si
identifica nella piccola cavità, generata a sua volta da una
piccola tuberosità posta superiormente-posteriormente.
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